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Né doccia all’italiana né vasca da bagno: nel 2026 la doccia “walk-in” sarà la vera star delle nostre sale da bagno

By Julia Glawi , on 28 Novembre 2025 à 22:34 - 3 minutes to read
nel 2026 la doccia walk-in sarà la protagonista indiscussa dei bagni italiani, unendo design moderno e funzionalità senza compromessi tra doccia all’italiana e vasca da bagno.

Bagno moderno non significa più solo igiene, ma vero rituale di piacere domestico. E nel 2026 la doccia walk-in siederà sul trono dove prima dominavano vasche e cabine tradizionali. Ecco perché sta già conquistando progetti, showroom e cuori.

Doccia walk-in: ecco perché ruba la scena

L’assenza di porte regala continuità visiva e fa respirare ogni stanza, pure quelle minute dei centri storici. Il vetro a tutta altezza moltiplica la luce, quasi come un grande calice di Helles che lascia intravedere l’aroma prima del sorso. E con un unico piano a filo pavimento l’accesso diventa barrier-free, dettaglio che fa la differenza fra semplice bagno e piccolo centro benessere casalingo.

Vantaggi immediati: spazio, luce, accessibilità

Chi ha sperimentato le pareti in vetro temperato da 10 mm racconta di un silenzio diverso, quasi ovattato, mentre l’acqua cade. Meno giunti significa meno calcare nascosto da rimuovere, quindi pulizia veloce e zero spreco di detergenti aggressivi. E quell’ingresso senza soglia aiuta bambini, nonni e sportivi in recupero: sicuro, bello, pragmatico.

Secondo i dati diffusi all’ultimo Salone del Mobile quasi un terzo dei nuovi appartamenti milanesi sceglie già la soluzione walk-in mentre ristruttura.

Come scegliere la doccia walk-in perfetta nel 2026

Prima regola: misurare bene. Un ambiente di 120×90 cm è già sufficiente a ospitare un pannello singolo modello labirinto rivisitato, proposto da diversi brand nordeuropei e da MOMA in chiave mediterranea. Se lo spazio abbonda il formato 160×100 cm crea un percorsino scenografico, quasi una piccola via della seta d’acqua.

Materiali e dettagli che contano

Il vetro extra-chiaro valorizza i rivestimenti effetto pietra, mentre il satinato regala privacy soft hotel. Barre in acciaio inox spazzolato fissano tutto senza rubare l’occhio, un po’ come il bordo croccante di una pizza napoletana che abbraccia il ripieno senza soverchiarlo. Piatto doccia? Corian bianco con canalina invisibile e pendenza 2 %, così l’acqua scorre piano e non ristagna.

Un soffione con led integrati regala cromoterapia serale: blu rilassa, ambra risveglia, verde ricorda la freschezza dei luppoli bavaresi.

Tendenze colore e benessere sotto la pioggia

I designer parlano di “quiet luxury” e scelgono pareti in vetro fumé abbinate a rubinetteria ottone spazzolato. Nei loft berlinesi si osa il nero opaco, nei casali toscani rimane il classico acciaio lucido che riflette travi e marmo di Carrara. In entrambi i casi la doccia walk-in resta la protagonista: essenziale, generosa, sempre pronta a servire comfort con la stessa convivialità di un tavolo da birreria.

Consigli finali da portare a casa

Installare una piccola nicchia porta-shampoo evita mensole volanti e sottolinea il minimalismo. Un sedile pieghevole in legno termotrattato aggiunge quel tocco “spa di montagna” senza ingombrare. E ricordarsi che manutenzione regolare del vetro, con panno in microfibra subito dopo la doccia, mantiene per anni l’effetto wow.

Così il bagno del futuro non avrà più barriere né eccessi, solo un diluvio di comfort leggero, come una pioggia d’estate sulle colline marchigiane.

A 38 anni, sono una geek dichiarata e appassionata. Il mio universo ruota attorno ai fumetti, alle ultime serie TV di culto e a tutto ciò che fa battere forte il cuore della cultura pop. Su questo blog vi apro le porte del mio piccolo ‘regno’ per condividere con voi i miei highlight personali, le mie analisi e la mia vita da collezionista

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