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Il bagno è la stanza in cui si spreca più energia (e nessuno lo sa!)

By Julia Glawi , on 28 Novembre 2025 à 11:54 - 4 minutes to read
scopri come il bagno è la stanza in cui si consuma più energia in casa e impara semplici trucchi per ridurre gli sprechi energetici ogni giorno.

Il bagno brucia quasi il 40 % dell’energia domestica, eppure continua a sembrare innocuo. I contatori lo sanno, la bolletta pure, ma la routine mattutina nasconde bene il colpevole. Bastano poche docce bollenti, due cicli di lavatrice e qualche colpo di phon ed ecco che l’intero mese scivola via in kilowatt.

Bagno: la stanza che divora energia in casa

Un monitoraggio realizzato nel 2025 su famiglie di tre persone ha fotografato la situazione: 2 485 kWh all’anno, più di cucina e soggiorno messi insieme. Il boiler elettrico guida la classifica con 1 565 kWh, seguito da lavatrice, asciugatrice e phon che, sommati, pesano come un vecchio frigorifero lasciato aperto ventiquattr’ore su ventiquattro.

Il dato sorprende perché il bagno è piccolo, intimo, spesso ignorato dai piani di efficienza domestica. Eppure proprio lì l’acqua viene riscaldata, l’aria asciugata, i capelli messi in piega. L’energia finisce in vapore, calore disperso e stand-by silenziosi che continuano a consumare anche a luci spente.

Boiler e phon: coppia sprecona

Il boiler tradizionale, soprattutto se impostato oltre 60 °C, resta acceso come un fornello dimenticato. Ogni apertura di rubinetto caldo attiva la resistenza, anche quando ci si lava le mani per dieci secondi. Il phon poi chiede fino a 2 000 W, l’equivalente di venti lampadine LED accese in un colpo solo, e lo fa proprio quando il contatore è già sotto stress per l’acqua calda appena usata.

Ridurre la temperatura del serbatoio a 50 °C, asciugare i capelli a impostazione media e limitare la piega a occasioni speciali sono gesti semplici, quasi banali, ma sottraggono centinaia di chilowattora in un anno. E la bolletta comincia a mostrare numeri più morbidi, finalmente.

Strategie 2025 per tagliare sprechi di acqua e corrente

Doccia sì, ma lampo: cinque minuti bastano per lavarsi bene, oltre si scivola da 60 a 90 litri di acqua persa, un’enormità se moltiplicata per 365 giorni. Il bagno in vasca rimane un piacere occasionale, perché richiede fino a 170 litri, quasi il triplo. Con un soffione a riduzione di flusso si taglia immediatamente un ulteriore 30 % senza perdere comfort.

Lo scarico dual flush è la seconda arma: un tasto per i rifiuti liquidi usa 3-5 litri, mentre quello tradizionale ne spreca 15 ogni volta. In un anno si risparmiano migliaia di litri, abbastanza da riempire una piccola piscina condominiale, e si alleggeriscono anche i costi di pompaggio dell’acquedotto.

Recuperare l’acqua fredda in attesa del caldo

Il secchio sotto la doccia non sarà elegante, ma raccoglie i primi litri gelati che scorrono prima del tepore. Quell’acqua pulita torna utile per pavimenti, piante o persino per il ferro da stiro. È un trucco vecchio quanto le terme romane, eppure ancora pochissimi lo applicano: spreco evitato, doppio beneficio.

Anche il rubinetto chiuso durante la spazzolatura dei denti conta: da 25 litri si scende a 1 ½, una differenza imbarazzante. Chi dice di non riuscirci provi a mettere una canzone di tre minuti, aprendo l’acqua solo sul ritornello: metodo buffo, ma funziona sempre.

Elettrodomestici efficienti e gesti quotidiani che valgono oro

La lavatrice classe A-28 % (nuova etichetta europea) consuma 218 kWh l’anno contro i 415 di un modello vecchio. Lavare a 30 °C, quando lo sporco lo permette, taglia un altro 20 % perché la resistenza rimane spenta. Se poi si stende all’aria invece di usare l’asciugatrice, spariscono fino a 5 kWh a ciclo e le fibre dei vestiti ringraziano.

Le lampadine LED dentro specchi e applique riducono il consumo al 5 % rispetto alle vecchie incandescenza. Spegnere la lucina di stand-by di rasoio, piastra e spazzolino elettrico evita fino a 50 euro l’anno, quasi una pizza con birra artigianale per due (e qualche bruschetta, perché no!).

Infine niente stufette improvvisate: isolare la finestra con guarnizioni nuove costa poco più di un phon di gamma media, però elimina le correnti fredde che invogliano a scaldare l’aria con 1 200 W di resistenza. Il comfort cresce, il contatore respira, e la casa profuma meno di plastica calda.

A 38 anni, sono una geek dichiarata e appassionata. Il mio universo ruota attorno ai fumetti, alle ultime serie TV di culto e a tutto ciò che fa battere forte il cuore della cultura pop. Su questo blog vi apro le porte del mio piccolo ‘regno’ per condividere con voi i miei highlight personali, le mie analisi e la mia vita da collezionista

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