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Igiene dopo i 65 anni: né una al giorno, né una alla settimana, ecco la frequenza delle docce per restare in piena salute

By Julia Glawi , on 27 Novembre 2025 à 16:05 - 3 minutes to read
scopri la frequenza ideale delle docce dopo i 65 anni per mantenere una pelle sana e una buona igiene senza esagerare. consigli pratici per il benessere quotidiano.

Dopo i 65 anni, cambiano le esigenze della pelle e con esse la routine d’igiene. Non serve più una doccia quotidiana, ma nemmeno limitarla drasticamente. Scopriamo insieme la frequenza ideale per mantenere la pelle sana, morbida e luminosa.

Dopo 65 anni, quante docce a settimana sono davvero necessarie?

L’idea che una doccia al giorno sia indispensabile è molto diffusa, ma non sempre è vera, soprattutto con l’età. Con il passare degli anni, la pelle produce meno sebo e diventa più sottile e fragile. Lavaggi frequenti possono eliminare gli oli naturali, causando secchezza, irritazioni e persino prurito. Per questo motivo, gli esperti consigliano di fare 2 o 3 docce a settimana, più qualche lavaggio mirato.

Com’è cambiata la pelle oltre i 65 anni?

La pelle è un organo unico, ma oggi è più sottile e meno protetta rispetto a quando si era giovani. La barriera cutanea si assottiglia, rendendo più difficile trattenere l’acqua e mantenere l’elasticità. Inoltre, le ghiandole sebacee producono meno sebo, essenziale per lubrificare e proteggere la pelle. Il risultato? Una cute più secca, fragile e incline a desquamarsi.

Questo processo, detto xerosi senile, è molto comune e va gestito con attenzione, evitando di aggredire ulteriormente la pelle con lavaggi eccessivi o troppo caldi.

Quando la doccia quotidiana diventa un problema

Fare la doccia tutti i giorni, soprattutto con acqua troppo calda o saponi aggressivi, può danneggiare la pelle già vulnerabile degli over 65. L’acqua calda sgrassante, abbinata a detergenti ricchi di profumi e tensioattivi forti, elimina non solo lo sporco ma anche il sottile strato protettivo della pelle. Così si crea un circolo vizioso di secchezza e prurito fastidioso.

Se ti capita di sentire la pelle “che tira” o noti irritazioni dopo la doccia, sono segnali chiari da non ignorare. Meglio concedersi qualche giorno di pausa e concentrarsi su pulizie mirate nelle zone più soggette a sudorazione.

Come mantenere l’igiene senza stressare la pelle?

L’igiene quotidiana non si perde, ma si trasforma: basta lavare con cura solo ascelle, piedi e parti intime tutti i giorni con acqua tiepida e un detergente delicato. Così si evita di stressare la pelle su tutto il corpo senza rinunciare alla freschezza necessaria.

Inoltre, è essenziale scegliere saponi neutri, preferibilmente senza profumi e che rispettino il pH naturale della pelle. Prodotti con oli detergenti o syndet sono l’ideale per pulire senza aggredire. E l’acqua? Meglio tiepida, mai bollente!

Le 5 regole d’oro per docce amiche della pelle matura

Prima regola: temperatura dell’acqua a circa 37°C, ricordando che l’acqua troppo calda è nemica della barriera cutanea. Non serve più stare ore sotto la doccia; 5-10 minuti bastano e avanzano! Troppa permanenza può far sparire gli oli naturali con un effetto disastroso.

Prodotti giusti fanno la differenza – oli detergenti o syndet delicati sono alleati indispensabili per chi ha la pelle secca o delicata. Bisogna evitare i saponi tradizionali aggressivi, che purtroppo fanno più male che bene.

Idratazione: il segreto finale

Una volta asciugata la pelle, è fondamentale applicare subito una crema emolliente e idratante. Meglio tamponare la pelle senza strofinare! Idratare entro pochi minuti serve a “sigillare” l’umidità e proteggerla a lungo.

Per i più esigenti, creme ricche come Dermovitamina Calmilene o La Roche-Posay Lipikar offrono nutrimento profondo e sollievo immediato. Sono perfette per una pelle che ha bisogno di coccole in più.

A 38 anni, sono una geek dichiarata e appassionata. Il mio universo ruota attorno ai fumetti, alle ultime serie TV di culto e a tutto ciò che fa battere forte il cuore della cultura pop. Su questo blog vi apro le porte del mio piccolo ‘regno’ per condividere con voi i miei highlight personali, le mie analisi e la mia vita da collezionista

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