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Gli psicologi sono categorici: le persone che fanno la spesa in questo modo sono più intelligenti della media

By Julia Glawi , on 11 Dicembre 2025 à 11:15 - 3 minutes to read
scopri perché gli psicologi affermano che le persone che fanno la spesa in questo modo mostrano un'intelligenza superiore alla media e come adottare queste strategie per migliorare le tue abitudini quotidiane.

Fare la spesa non è solo riempire il carrello. I ricercatori spiegano che chi riconosce i trucchi del marketing decide meglio e, a sorpresa, ottiene punteggi cognitivi più alti. In pratica il supermercato diventa un test di intelligenza quotidiano!

Spesa strategica e intelligenza: cosa dice la psicologia

Le università che studiano psicologia del consumo lo ripetono dal 2024: la mente che sa filtrare gli stimoli commerciali sviluppa maggiore flessibilità cognitiva. Significa intuire quando un 50 % di sconto è reale e quando è solo scenografia. Questo “fiuto” allena le stesse aree cerebrali usate per la logica.

Promozioni, partecipazione e quel bisogno di sentirsi dentro il gruppo

Black Friday, Prime Day, saldi stagionali: ecco la festa collettiva dell’acquisto. Il cervello, specie nei più giovani, rilascia dopamina perché avverte la “bandwagon effect”, la spinta a far parte della folla. Chi è più lucido riconosce il meccanismo, respira, e valuta davvero l’utilità del prodotto: un esercizio mentale alla pari di un sudoku.

I meccanismi di scarsità e urgenza che confondono (o allenano) la mente

Timer con i secondi che scappano, banner “ultime tre confezioni”: l’industria usa scarsità e urgenza per spingere decisioni impulsive. Gli studi di booking online mostrano che vedere quante persone stanno guardando la stessa stanza aumenta la probabilità di prenotare del 33 %. Chi resiste a questo impulso dimostra maggiore controllo esecutivo, la funzione cognitiva che distingue le menti brillanti.

Colori che pilotano il carrello

Un lavoro dell’Università di Winnipeg ha chiarito che il 92,6 % delle decisioni passa dai fattori visivi. Giallo per “felicità”, blu per “fiducia”, nero per “lusso”. La persona attenta osserva la palette dello scaffale e sorride: capisce che il rosso su una salsa di pomodoro urla passione, mentre il verde di un detersivo sussurra ecologia. Questo decodificare cromatico affila la percezione sensoriale.

Denaro, benessere e decisioni di acquisto oltre la soglia dei bisogni

L’economia comportamentale ricorda che la felicità cresce con il reddito solo fino al punto in cui affitto e frigo sono al sicuro. Dopo subentra l’adattamento edonico. Chi lo sa spende puntando su esperienze — una degustazione di formaggi artigianali — invece di oggetti che verranno dimenticati. Così coltiva relazioni e memoria gustativa, due pilastri del benessere psicologico.

Soglia di felicità e spesa consapevole: il punto di vista 2025

Nel nuovo report OECD 2025 il limite di reddito che massimizza la soddisfazione in Italia è fissato attorno ai 40 000 €. Superarlo non rende più felici, ma ridurre le ore in ufficio sì. Gli acquirenti considerati “più intelligenti della media” pianificano la spesa, ignorano il richiamo dell’arancio acceso in vetrina e investono tempo nelle relazioni sociali, magari davanti a una pizza napo-bavarese e a una lager ambrata: è lì che la vera ricompensa sensoriale si completa.

Morale finale? Riconoscere promozioni, timer e palette cromatiche non è solo un modo per risparmiare. È ginnastica mentale, profuma di libertà decisionale, e — dicono gli psicologi — alza persino il QI. Alla prossima corsia, occhi aperti e curiosità affilata!

A 38 anni, sono una geek dichiarata e appassionata. Il mio universo ruota attorno ai fumetti, alle ultime serie TV di culto e a tutto ciò che fa battere forte il cuore della cultura pop. Su questo blog vi apro le porte del mio piccolo ‘regno’ per condividere con voi i miei highlight personali, le mie analisi e la mia vita da collezionista

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